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18/01/2012
Il territorio condiviso della Biennale
Fanno gli onori di casa il Presidente della Biennale, Paolo Baratta, accompagnato dal Direttore della 13. Mostra Internazionale di Architettura, David Chipperfield.
Nella sede della Biennale a Ca’ Giustinian intervengono i rappresentanti di 41 Paesi partecipanti alla prossima Mostra, che si aprirà il 29 agosto. Ci sono anche, per la prima volta, i rappresentanti di Kosovo, Kuwait e Perù.
Tocca a David Chipperfield, il curatore della prossima Biennale, enunciare il tema della Mostra: Common Ground, il terreno condiviso di tutta la Biennale, potremmo dire, non solo di quella Architettura. Ma per Chipperfield la prossima Mostra dovrà rendere omaggio “a una cultura architettonica vitale e interconnessa che si interroghi sui territori condivisi, intellettuali e fisici. Nella selezione dei partecipanti la mia Biennale favorirà la collaborazione e il dialogo, che considero il cuore dell’architettura, e il titolo fungerà anche da metafora del terreno di attività dell’architettura”.
Ancora sul titolo, Common Ground: esso allude esplicitamente al terreno fra edifici, agli spazi della città. “Vorrei che i progetti esposti alla Biennale”, prosegue Chipperfield, “indagassero in profondità il significato degli spazi creati dagli edifici: gli ambiti politici, sociali e pubblici di cui l’architettura fa parte. Non voglio smarrire il tema dell’architettura in un pantano di speculazioni sociologiche, psicologiche o artistiche, ma piuttosto cercare di ampliare la comprensione del contributo specifico che l’architettura può dare nella definizione del terreno comune della città”.
La collaborazione e il dialogo come elementi fondamentali di questa Biennale (Architettura): “Inviteremo i partecipanti a proporre opere o installazioni, ma chiederemo loro anche di proporre altri nomi con i quali desiderino collaborare. In questo modo, la scelta curatoriale iniziale verrà integrata da un ulteriore serie di relazioni generate dagli architetti selezionati”.
È l'auspicio di Chipperfield. La fotografia di un mondo che ha già iniziato a vivere nella rete, interessato alla condivisione, al terreno comune. E che proverà a fare il punto durante la prossima Mostra di Architettura.
Nella sede della Biennale a Ca’ Giustinian intervengono i rappresentanti di 41 Paesi partecipanti alla prossima Mostra, che si aprirà il 29 agosto. Ci sono anche, per la prima volta, i rappresentanti di Kosovo, Kuwait e Perù.
Tocca a David Chipperfield, il curatore della prossima Biennale, enunciare il tema della Mostra: Common Ground, il terreno condiviso di tutta la Biennale, potremmo dire, non solo di quella Architettura. Ma per Chipperfield la prossima Mostra dovrà rendere omaggio “a una cultura architettonica vitale e interconnessa che si interroghi sui territori condivisi, intellettuali e fisici. Nella selezione dei partecipanti la mia Biennale favorirà la collaborazione e il dialogo, che considero il cuore dell’architettura, e il titolo fungerà anche da metafora del terreno di attività dell’architettura”.
Ancora sul titolo, Common Ground: esso allude esplicitamente al terreno fra edifici, agli spazi della città. “Vorrei che i progetti esposti alla Biennale”, prosegue Chipperfield, “indagassero in profondità il significato degli spazi creati dagli edifici: gli ambiti politici, sociali e pubblici di cui l’architettura fa parte. Non voglio smarrire il tema dell’architettura in un pantano di speculazioni sociologiche, psicologiche o artistiche, ma piuttosto cercare di ampliare la comprensione del contributo specifico che l’architettura può dare nella definizione del terreno comune della città”.
La collaborazione e il dialogo come elementi fondamentali di questa Biennale (Architettura): “Inviteremo i partecipanti a proporre opere o installazioni, ma chiederemo loro anche di proporre altri nomi con i quali desiderino collaborare. In questo modo, la scelta curatoriale iniziale verrà integrata da un ulteriore serie di relazioni generate dagli architetti selezionati”.
È l'auspicio di Chipperfield. La fotografia di un mondo che ha già iniziato a vivere nella rete, interessato alla condivisione, al terreno comune. E che proverà a fare il punto durante la prossima Mostra di Architettura.
TAG:
biennale architettura, david chipperfield, common ground, mostra internazionale di architettura,
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Dunque un terreno comune, inteso come minimo sindacale, quasi un voler ristabilire o stabilizzare le basi, i fondamentali. Speriamo che Chipperfield si ricordi di G.Grassi.